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Penso che ci sono arrivata, ormai. Sono totalmente fuori controllo.  Oggi ho speso tanti soldi, uno shopping compulsivo per riempire il vuoto e la tristezza lasciatemi da questa storia finita non male, malissimo. Ho ancora dei dubbi su cosa è stato, perchè doveva finire così, perchè quelle parole. Eppure tormentarmi con queste domande non mi porta da nessuna parte, tranne a farmi del male. Lo so, è solo la mia parte cosciente però che scrive queste sagge parole. Io sono ancora in balia di una forza distruttrice che non si spiega perchè, e vuole capire, e vuole incontrarlo e vorrebbe chiedergli: “ma se volevi non andare più a letto insieme, perchè doveva cambiare anche tutto il resto? quel rapporto che c’era,oltre il sesso, perchè lo dobbiamo eliminare?” Cavolo, non posso passare sopra questa cosa. Mi ha eliminata come PERSONA, dalla sua vita. Devo dedurne che per lui era solo banale, banalissimo sesso. Io non so come ne uscirò, quanto tempo ci vorrà. Non credo di starla facendo troppo lunga per questa storia. Mi ha proprio trattata male, ferita e ora sta facendo peggio. Dirmi con le lacrime agli occhi che mi vuole un “bene assurdo” e poi allontanarmi, giorno dopo giorno. Come si fa??? Come si fa a passarci su? Lo so che è passato più di un mese…ma io non ci riesco. Ora andremo a questo congresso insieme, e ci saranno anche altri nostri colleghi e colleghe. Mi farà incazzare a morte, già lo so. Come posso evitare di starci ulteriormente male? Che mi devo inventare? Continuare a fingere di star bene? Elargire sorrisi a destra e a manca? Non mi va di essere falsa con lui, questa farsa deve finire. Sul resto posso anche passarci, ma l’amicizia no, non può, non deve mentirmi su questo. Anzi, io non devo permetterglielo. Per questo dovrei parlagli, e litigarci, una buona volta. Mandarlo dove merita. Le parole non contano, contano i fatti, i comportamenti. E si continua a dimostrare un grande stronzo, pusillanime, vile pezzo di merda.

raccogliere i cocci

mi ritrovo in una casa nuova, in una città nuova, con una vita nuova. Che è cominciata maluccio…Dopo essermi trasferita, e gettata a capofitto in una storia, questa storia è naufragata non per mia scelta. Ora ,lui sta già iniziando a guardarsi attorno, di me non se ne frega nulla…Altro che discorsi, che lo faceva nel mio interesse. Altro che amicizia….Questo non sa manco cosa vuole dire il termine, nè sa cosa vuol dire volere bene “assurdamente” ad una persona. Tolto il sesso, poteva rimanerci tutto il resto che c’era…lo scambio di opinioni e di vita che c’è stato in questi mesi. E’ questo che mi fa più male, lui ha già cancellato tutto. Tutto. Mentre a me ancora fa male vederlo al lavoro e vedere la sua faccia, ricordare dove è stata, dove sono state le sue labbra e gli odori e tutto il resto…non ho dimenticato. Vivo una sorta di trauma. Ma lui è oltre, già starà dietro qualche altra donna. E farebbe bene a dirmelo, se vuole essermi amico. D’altronde lo avevo capito, che questo voleva, ma aveva negato. Non si sentiva appagato dalla nostra storia, per questo continuava a guardarsi attorno. Però non dirmi cazzo che nulla andava male, che era tutto perfetto e non c’era nulla di negativo nel nostro rapporto, NON DIRMELO!!! Spero, prego con tutta me stessa che almeno non inizi a provarci con qualche altra nostra collega. Spero che non inizi subito a provarci con altre tipe, a pubblicare foto su facebook. io anche su facebook mi dovevo nascondere. mi ha fatto molto del male, e non credo di averlo meritato, meritavo la verità, non la vigliaccheria ela sua ambiguità. Mi prende in giro sulla famiglia schizofrenogena…che io sono stata forte a non essere impazzita. E lo sa bene. Eppure, sceglie di essere ambiguo. sceglie di dirmi “ti voglio un bene immenso”, “mi sono comportato male, così rischiavo di perderti e non voglio, anzi”…e poi abbandonarmi da un giorno all’altro a me stessa. è un vile pezzo di merda. che non merita cose belle nella vita. mi dispiace essere cattiva, ma è così.

Oggi l’ennesima goccia che sta colmando il vaso…

Sono scomparsi dei documenti importanti a lavoro!

Io li avevo presi qualche giorno fa per fare un piacere a Tonia, e li avevo lasciati lì sulla scrivania…

Ovviamente il capo e la first lady non mi hanno presa in considerazione, mentre Tonia starnazzava: “Lu, dove li hai messi?”

-Bisogna fare la denuncia adesso, non è possibile che succedano cose del genere!-…dice la first lady

Mi rimetto a lavoro (e che lavoro!) e rimaniamo io e il capo. A questo punto lui pensa bene di farmi pure la ramanzina…”Non va bene che è successa una cosa del genere, poi ne devo rispondere io”

-ma io…l’ho solo lasciata lì, non era una cosa mia e non sapevo nemmeno quale fosse il suo posto

-ma questo è un gruppo, noi lavoriamo in gruppo…dice lui

-eravamo in tre, probabilmente non ci siamo capiti.

Dopo ormai 2 anni che lavoro con lui e per lui ancora non ha capito che io non prendo per il culo le persone? che sono una persona onesta? che non scarico le mie responsabilità sugli altri perchè è da immaturi?

e lui che fa? non ascolta nemmeno, e non prende manco lontanamene in considerazione l’idea che io con questo smarrimento non c’entri proprio niente. Beh, certo, poi la ramanzina me l’ha fatta xkè probabilmente la first lady gliel’ha imposto. Che delusione di uomo.

Sta di fatto che oggi le parole di questa pessima persona mi hanno fatto stare male, avevo il cuore che mi batteva a mille…ho avuto paura di non reggere.

E’ venuto a parlarmi dell gruppo…ma quale gruppo? Tonia vuol fare la prima donna! già ha fatto fuggire altre due persone…complimenti, bel modo di fare squadra!

Non posso lavorare così, con il pensiero costante di essere giudicata dai miei “compagni” e che se succede una qualsiasi cosa la colpa ricade automaticamente su di me.

E manco una settimana fa il capo mi chiedeva cosa volessi fare del mio futuro, se continuare “a far ricerca” o passare alla clinica…

Come ho fatto ad avere dei dubbi? Devo dire addio all’idea di fare ricerca.

PS: ovviamente i documenti importanti stavano nella stanza, in un posto dove di certo io non li ho messi, e sono stati ritrovati.

Libero sfogo n°3

Capita che con gli amicidi una vita non ci si senta, per molto tempo, a causa di impegni vari. Capita che si cambino abitudini, orari, e perchè no, anche priorità. La mia è diventata negli anni lo studio, per finire l’università. “Però gli amici capiranno, altrimenti che amici sarebbero?”, pensavo. Capita anche che dopo periodi di silenzio ci si risenta con un vecchio amico, e che si inizi a scherzare su cose un po’ delicate. Tipo la tua futura professione. Anzi, proprio uno scherzo non è, visto che si parla non dei massimi sistemi, ma di quello che fai tu nella vita. E che si cominci a dire che il tuo lavoro, in fondo, è disonesto, che sei nelle mani dei finanziatori, che ti comprano, e che tutto ciò che producono quelli come te è male. Tu cerchi di far capire cose che evidentemente al tuo amico sono state spiegate male e in modo approssimativo da qualche sito internet in cui si fa un certo tipo di propaganda, ma niente. E capita che alla fine ti scocci tutto ciò. Non ci si sente da tempo, tu mi chiami e senza voler sapere cosa ti capita nella vita, se stai bene, se stai male, se passi un brutto periodo… attacchi. “Eh, ma voi medici…a che serviva il vaccino anti-influenza? e l’aids, non esiste! e perchè uccidete le persone con la chemio?”. E allora pensi che non  vale più la pena di starci male, e finisci per dirgli che certe cose, anche se suggestive, possono non corrispondere alla realtà,  che tu invece ti senti in obbligo di dire. E se ti vuole credere bene, altrimenti non vuoi essere assillata.

Poi capita che nel frattempo anche la tua amica vengano fuori certi discorsi. Tu la chiami per dare un lieto annuncio,”ho finito gli esami”. E invece ti ritrovi a dover difendere la categoria (?) e il tuo futuro ruolo.” Perchè tanto si sa, voi medici con le case farmaceutiche…”. Che tristezza. Non è proprio possibile essere amici, pur essendo diversi, pensandola in modo diverso su certi argomenti? Mi sarei aspettata un po’ più di partecipazione per la mia gioia. E non le velate accuse, che anche se contro la mia “categoria” purtroppo sento proprio come accuse verso la mia persona.

E’ quello in cui credo, da quando ero una giovane studente liceale. Ho inseguito il mio sogno e lo sto realizzando. Perchè devo essere giudicata? E dai miei amici poi? Non è una vita facile, mi sento già caricata di mille responsabilità, con la paura di non saper fare e che tutto questo studio, non accompagnato da adeguata pratica, non serva a niente. La paura che nonostante tu ti faccia in 4 per il “tuo professore”, lui poi un giorno non avrà più bisogno di te e ti mandi a quel paese. Non credo che questa sia una posizione invidiabile.

Ogni tanto penso a quella 18enne che voleva salvare il mondo. Lei non c’è più, al realizzarsi del sogno è inevitabilmente cambiata. Si è “sporcata le mani”, ha sbagliato, si è rialzata, ma ha continuato a inseguirlo quel sogno. Tuttavia so per certo che quella sognatrice 18enne era più saggia, più forte, pura e dura, come solo i bambini, e i sognatori, possono essere. E anche se la strada per il traguardo richiede delle scelte dure e difficili, si cerca di non sentire la stanchezza, e di pensare solo all’obiettivo finale, per lei.

stanca&inca**ata

Basta stare qui passivamente. Non ne posso più di stare qui impotente a guardare la vita, degli altri, che va avanti e io sempre allo stesso punto. Il punto attuale (da svariati anni ormai, potrei dire) è la preparazione di un esame. Sono indietrissimo con il programma perchè la voglia è molto, molto poca. Devo ringraziare la mia università e i miei prof di questo…mi hanno tolto pure l’entusiasmo di studiare! Quante volte ho studiato con piacere, cercato di approfondire argomenti, non soffermandomi sulle poche cose dette a lezione e invece…agli esami sono stata penalizzata, perchè? perchè tanto loro vogliono sentirsi dire quello che dicono. non gliene frega assolutamente niente che noi studenti impariamo qualcosa di utile, e ancor meno che impariamo la nostra professione. devo finire al più presto perchè non ne posso più.

Ma perchè?

Cosa ho fatto per meritarmi questo?

L’ho appena visto andare via da casa mia, o meglio, non visto. Non ho avuto il coraggio di guardarlo ancora; e di vederlo per l’ennesima volta così…trasandato, sciatto,  con l’aria di “non me ne fotte un cazzo, non ho niente da perdere”.

Perchè lo sopporto? La paura. Di restare sola e aver perso anni della mia vita in un progetto non condiviso.

Sono stanca, di andargli sempre io incontro, di doverlo sempre giustificare, ascoltare, perdonare. Anche io ho i miei problemi, li ho avuti, li ho tuttora; sto male anche io.

E non per questo gli faccio pesare la mia situazione.

Gli ho solo provato in questo periodo a far capire che avevo bisogno di lui, ne avevo davvero bisogno. Di sentirlo vicino, di sapere che mi posso fidare di lui, che posso contare su di lui. Lui è ai primi posti, è tra le mie priorità. Io per lui dopo quante cose vengo? “stavo aiutando x a fare y, scusami, non ho avuto tempo di chiamarti”; “stavo scazzato, non ho avuto tempo di chiamarti”; “dormivo”…”non mi sentivo bene”…SCUSE!!!

Perchè non ammette che per lui sono un peso?

E’ un peso rendersi presentabile ai miei occhi? avere un comportamento da persona normale? considerarmi durante la giornata? Sembra proprio così.

Ho bisogno di fatti, di cambiamenti. Queste cose non vanno più bene.