Category: Riflessioni


Mercoledì ho dato il mio ultimo esame! pensare che un anno fa me ne mancavano ancora dieci , e la fine sembrava troppo lontana. Come sempre, anche in vista dell’ultimo scoglio, ho iniziato a pensare a tutte le cose che potevano andare storte e impedirmi di raggiungere l’obiettivo. Invece è andata bene, meglio di come mi aspettassi! Un mega sospiro di sollievo! Ora il grosso è fatto. Purtroppo per il voto di laurea non posso aspettarmi molto; o meglio preferisco non aspettarmi molto per evitare cocenti delusioni.

E pensare che solo un anno fa…ero accanto a Lei, nel suo ultimo giorno di vita. E anche quel giorno, con i libri davanti. Cercando di studiare e al tempo stesso di farle sentire la mia presenza, standole accanto. Quegli ultimi dolorosissimi giorni in cui mi disse le sue ultimi frasi. “Voglio morire”. Forse non avevo sentito bene, lo disse con un filo di voce, ma…non voleva altri farmaci, era troppo stanca. O il giorno in cui mi disse di non uscire di casa, perchè ero raffreddata, e mettendomi la mano sulla fronte mi disse “tu non stai bene”.

Ad un anno dalla mattina in cui l’ho persa, mi ritrovo a cercare di andare avanti. Non sono rimasta in casa a ricordare quegli attimi, che d’altronde mi tormentano da un anno, specie quando studio. Sono andata all’università a capire come proseguire per la mia laurea, e cosa fare con il gruppo di ricerca. Penso che il miglior modo per onorare il suo ricordo sia proprio questo, andare avanti per la mia strada e cercare di realizzarei miei sogni.

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Sconfitta

E’ così che mi sento oggi. Vedere le mie amiche laurearsi con il massimo dei voti e riuscire solo a dirmi “io non avrò tutto questo. nè lodi, nè plausi, niente di niente”…è molto triste. Mi sento semplicemente sconfitta e umiliata su tutti i fronti nella mia avventura universitaria; nel non essere riuscita a socializzare con più di una decina di persone, nel non essere riuscita ad essere come loro, i vincenti. Mi sono fermata prima…quando ho visto che per raggiungere il mio obiettivo avrei dovuto fare qualcosa contro la mia morale. Anche cose di poco conto eh…essere falsa e gentile con la raccomandata di turno per carpirle informazioni utili all’esame, ad esempio. Avere rapporti di amicizia con persone che non stimo, solo per raggiungere più facilmente degli obiettivi. Dover fare le scarpe alle proprie amiche. No, non sono cose per me…per raggiungere i miei obiettivi non voglio mietere vittime.

Sarebbe stato molto più facile e intelligente comportarsi in quel modo. E invece no, ho visto tutto questo e mi sono detta: “sapete che c’è di nuovo? andate a quel paese, voi e questa università del cavolo”. Non voglio dover dire grazie a nessuno. Però fa male lo stesso pensare che nonostante tutte le mie fatiche per farcela da sola, non avrò alcuna ricompensa, nessuna lode, plauso o quant’altro. Avrò solo la mia coscienza a posto. E ora come ora, mi sembra troppo poco.

O forse sono solo una vigliacca? Forse mi sono solo nascosta dietro i miei moralismi?

 

Di ritorno dalla trasferta bresciana mi ritrovo spraffatta dalla malinconia…
Nota malinconica n°1
In questi tre giorni ho avuto modo di stare molto tempo con il mio Joseph. E’ stato bello dormire al suo fianco (anche se eravamo in un monolocale, con la sua famiglia), risvegliarmi al suo fianco. E sono stati tenerissimi quei momenti in auto in cui mi si è addormentato sulla spalla e… cercava le mie mani con le sue.
Rientrata a casa, dopo averlo salutato, mi sono sentita…persa.
Nota malinconica n°2
Ripenso a questa tanto faticata laurea, a quanto poco lui ci credesse fino a pochi mesi fa…non può che rendermi orgogliosa di lui, e farmi sperare che come questo ostacolo ne potremmo affrontare altri nella vita. Ha fatto stampare una copia della sua tesi solo per me, con una dedica tutta per me. Non avevo il coraggio di leggerla in pubblico, temevo di commuovermi. So che quel ringraziamento è tanto semplice quanto sentito.
E oggi mi dice: “hai visto? ce l’hai fatta!” “a far cosa?” -domando io-… “a farmi laureare“, mi risponde.
So che per lui questi anni sono stati tanto duri, e una ferita rimarrà; è stato segnato dal dolore. E io continuavo a dirgli di provarci e di credere in se stesso. Che ne sarà delle speranze che gli ho dato, se non riuscirà a fare nulla della sua laurea? tante piccole umiliazioni che ti segnano, la sofferenza di vedere che tutti gli altri vanno avanti mentre tu rimani lì, ritrovarsi escluso da quel mondo, ad arrancare, continuamente. So che non è stato facile, e anche la mattina in cui attendevamo la sua discussione, soffrivo un po’ con lui, per lui, per quello che ha vissuto.
Ultima nota malinconica, n°3
Mia nonna… gli avrebbe fatto una festa! Quanto sarebbe stata contenta per lui! E poi ripenso al loro bellissimo rapporto, a quell’ultima sera in cui Joseph le disse, mentre sollevava un corpo ormai troppo debole,”nonna, abbracciatemi“. E non posso trattenere le lacrime…

Joseph, quanto sei importante per me forse non lo immagini neanche. Io me ne accorgo sempre più…voglio averti al mio fianco nella vita!