Category: Liberi sfoghi


Oggi l’ennesima goccia che sta colmando il vaso…

Sono scomparsi dei documenti importanti a lavoro!

Io li avevo presi qualche giorno fa per fare un piacere a Tonia, e li avevo lasciati lì sulla scrivania…

Ovviamente il capo e la first lady non mi hanno presa in considerazione, mentre Tonia starnazzava: “Lu, dove li hai messi?”

-Bisogna fare la denuncia adesso, non è possibile che succedano cose del genere!-…dice la first lady

Mi rimetto a lavoro (e che lavoro!) e rimaniamo io e il capo. A questo punto lui pensa bene di farmi pure la ramanzina…”Non va bene che è successa una cosa del genere, poi ne devo rispondere io”

-ma io…l’ho solo lasciata lì, non era una cosa mia e non sapevo nemmeno quale fosse il suo posto

-ma questo è un gruppo, noi lavoriamo in gruppo…dice lui

-eravamo in tre, probabilmente non ci siamo capiti.

Dopo ormai 2 anni che lavoro con lui e per lui ancora non ha capito che io non prendo per il culo le persone? che sono una persona onesta? che non scarico le mie responsabilità sugli altri perchè è da immaturi?

e lui che fa? non ascolta nemmeno, e non prende manco lontanamene in considerazione l’idea che io con questo smarrimento non c’entri proprio niente. Beh, certo, poi la ramanzina me l’ha fatta xkè probabilmente la first lady gliel’ha imposto. Che delusione di uomo.

Sta di fatto che oggi le parole di questa pessima persona mi hanno fatto stare male, avevo il cuore che mi batteva a mille…ho avuto paura di non reggere.

E’ venuto a parlarmi dell gruppo…ma quale gruppo? Tonia vuol fare la prima donna! già ha fatto fuggire altre due persone…complimenti, bel modo di fare squadra!

Non posso lavorare così, con il pensiero costante di essere giudicata dai miei “compagni” e che se succede una qualsiasi cosa la colpa ricade automaticamente su di me.

E manco una settimana fa il capo mi chiedeva cosa volessi fare del mio futuro, se continuare “a far ricerca” o passare alla clinica…

Come ho fatto ad avere dei dubbi? Devo dire addio all’idea di fare ricerca.

PS: ovviamente i documenti importanti stavano nella stanza, in un posto dove di certo io non li ho messi, e sono stati ritrovati.

Sconfitta

E’ così che mi sento oggi. Vedere le mie amiche laurearsi con il massimo dei voti e riuscire solo a dirmi “io non avrò tutto questo. nè lodi, nè plausi, niente di niente”…è molto triste. Mi sento semplicemente sconfitta e umiliata su tutti i fronti nella mia avventura universitaria; nel non essere riuscita a socializzare con più di una decina di persone, nel non essere riuscita ad essere come loro, i vincenti. Mi sono fermata prima…quando ho visto che per raggiungere il mio obiettivo avrei dovuto fare qualcosa contro la mia morale. Anche cose di poco conto eh…essere falsa e gentile con la raccomandata di turno per carpirle informazioni utili all’esame, ad esempio. Avere rapporti di amicizia con persone che non stimo, solo per raggiungere più facilmente degli obiettivi. Dover fare le scarpe alle proprie amiche. No, non sono cose per me…per raggiungere i miei obiettivi non voglio mietere vittime.

Sarebbe stato molto più facile e intelligente comportarsi in quel modo. E invece no, ho visto tutto questo e mi sono detta: “sapete che c’è di nuovo? andate a quel paese, voi e questa università del cavolo”. Non voglio dover dire grazie a nessuno. Però fa male lo stesso pensare che nonostante tutte le mie fatiche per farcela da sola, non avrò alcuna ricompensa, nessuna lode, plauso o quant’altro. Avrò solo la mia coscienza a posto. E ora come ora, mi sembra troppo poco.

O forse sono solo una vigliacca? Forse mi sono solo nascosta dietro i miei moralismi?

 

Di ritorno dalla trasferta bresciana mi ritrovo spraffatta dalla malinconia…
Nota malinconica n°1
In questi tre giorni ho avuto modo di stare molto tempo con il mio Joseph. E’ stato bello dormire al suo fianco (anche se eravamo in un monolocale, con la sua famiglia), risvegliarmi al suo fianco. E sono stati tenerissimi quei momenti in auto in cui mi si è addormentato sulla spalla e… cercava le mie mani con le sue.
Rientrata a casa, dopo averlo salutato, mi sono sentita…persa.
Nota malinconica n°2
Ripenso a questa tanto faticata laurea, a quanto poco lui ci credesse fino a pochi mesi fa…non può che rendermi orgogliosa di lui, e farmi sperare che come questo ostacolo ne potremmo affrontare altri nella vita. Ha fatto stampare una copia della sua tesi solo per me, con una dedica tutta per me. Non avevo il coraggio di leggerla in pubblico, temevo di commuovermi. So che quel ringraziamento è tanto semplice quanto sentito.
E oggi mi dice: “hai visto? ce l’hai fatta!” “a far cosa?” -domando io-… “a farmi laureare“, mi risponde.
So che per lui questi anni sono stati tanto duri, e una ferita rimarrà; è stato segnato dal dolore. E io continuavo a dirgli di provarci e di credere in se stesso. Che ne sarà delle speranze che gli ho dato, se non riuscirà a fare nulla della sua laurea? tante piccole umiliazioni che ti segnano, la sofferenza di vedere che tutti gli altri vanno avanti mentre tu rimani lì, ritrovarsi escluso da quel mondo, ad arrancare, continuamente. So che non è stato facile, e anche la mattina in cui attendevamo la sua discussione, soffrivo un po’ con lui, per lui, per quello che ha vissuto.
Ultima nota malinconica, n°3
Mia nonna… gli avrebbe fatto una festa! Quanto sarebbe stata contenta per lui! E poi ripenso al loro bellissimo rapporto, a quell’ultima sera in cui Joseph le disse, mentre sollevava un corpo ormai troppo debole,”nonna, abbracciatemi“. E non posso trattenere le lacrime…

Joseph, quanto sei importante per me forse non lo immagini neanche. Io me ne accorgo sempre più…voglio averti al mio fianco nella vita!

Mi rivolgo a te, mia cara cugina acquisita. Prima questa definizione te la davo per scherzo, noi che eravamo amiche ancor prima di essere cugine. Adesso è tutto cambiato, e sei davvero diventata solo una cugina, acquisita, e che manco mi sopporta tanto. Mi dispiace che tu mi abbia allontanata, così. Quali colpe ho ai tuoi occhi? Essere figlia di mia madre è una colpa per te?

Vorrei tanto sapere il perchè di tutto ciò.

Da quando è nata mia nipote (R), io sono stata sempre più allontanata; quest’estate ho passato dei bei momenti  al mare anche con R  e con la madre (Aida)…speravo di aver recuperato un po’ i rapporti…invece era tutta una illusione, nulla di più. Purtroppo quanto accaduto in questi giorni cambierà molto le cose…Mi spiego.                              
L’altro giorno era il compleanno di R. Sono andata a comprarle un regalo, sperando di andare poi a trovarla a casa sua e di conoscerci un po’ di più. Ma poi una zia mi fa sapere che in realtà non c’è nessuna festa (a questo punto non so se era una palla, perchè  magari semplicemente Aida non mi voleva). Nel pomeriggio ho chiamato Aida a casa per fare gli auguri anche a lei; è stata frettolosa, mi ha liquidata in pochi secondi! Per fortuna mio cugino in mattinata era venuto a farmi visita con R…le ho fatto gli auguri da vicino, almeno. La goccia che ha fatto traboccare il vaso però è stata questa:  per caso, noto che una nostra comune amica su facebook ha pubblicato delle foto scattate questa estate, con tra gli altri R. Non le ho viste, ma notato che Aida mi ha nuovamente rimossa dalle sue amicizie.  Non che le amicizie su facebook siano significative, ma in questo caso poteva essere un modo di rimanere in contatto. Invece il segnale è proprio: “non ti voglio nella mia vita, in quella della mia famiglia e di mia figlia”. E’ tagliare tutti i ponti con me. E perchè gli estranei possono stare con R e io no??? T.T

Ok. Ci sono stata male per due giorni.

E pensare alle estati in cui lei mi chiamava a qualsiasi ora per chiedermi se mio cugino fosse fedele. E pensare a quante belle parole mi ha detto. Ma sono rimaste solo parole.

Cara cugina, mi dispiace, davvero. Tutto questo mi porta a capire che non sai distinguere le persone che ti vogliono bene davvero, e quelle che ti fanno davanti una bella faccia e appena ti giri te ne dicono di tutti i colori, e anche di più. Se non è successo credimi, accadrà; non metteranno mai al primo posto te, salvaguarderanno sempre prima i loro interessi. La conosco la mia famiglia. Ma d’altronde vedo che ti sei ambientata non bene, benissimo. Sei diventata come loro, forse peggio. Io non voglio vendetta. Vorrei solo che capissi quanto sei in errore, e che è spregevole allontanare tua figlia da me e dai suoi zii. E’ davvero deludente il tuo modo di fare. E poi quante inutili moine quando ci vediamo, quelle rare volte! Perchè mai dovrei crederti quando mi dici che io sono sempre bene accetta a casa tua? Mi hai fatto del male. E’ questo che vuoi insegnare a tua figlia? Che le persone quando servono si cercano, altrimenti possono liberamente andare a farsi fottere? E pensare che insieme “criticavamo” il comportamento di mio cugino. Ma almeno lui è sincero e chiaro: ha un obiettivo, cerca di raggiungerlo. Ma lui, a differenza tua, con i fatti, mi dimostra che c’è e mi vuole bene.  Tu fai solo mille giri di parole, conditi di tanta falsità, e alla fine non te ne frega degli altri; e oltretutto lo fai alle spalle, il che è peggio. Sei diventata una brutta persona; spero che tua figlia non prenda da te. No, non è da me dire certe cose; o forse a questo punto…si.

E poi mi venite a chiedere perchè odio tanto le parole.

Sveglia!

Lonelylu, a rapporto! E’ ora di svegliarsi da questo torporeee!!!                                                                                                                 

Un’altra giornata volge al termine. Un’altra giornata di nullafacenza quasi totale e cazzeggio libero.

Il punto è che ancora devo riprendermi dall’esame. Dopo le vacanze al mare, tornata nella mia città, ho cominciato a studiare…ma con molta leggerezza. C’era ancora J qui con me, ci vedevamo la sera, ogni tanto si usciva e ci si divertiva. Poi sono stata molto presa dai preparativi per il matrimonio; in effetti non è stato piacevole, ho dovuto convincere J a comprare una cravatta un po’ più carina da abbinare al suo abito, troppo serio e poco giovanile. Eh si, purtroppo lui a queste cose non ci bada molto, non gli interessa piacere, prepararsi…però non è solo questione di futili apparenze. E’ avere un minimo di rispetto e decenza per se stessi…Ma questo è un lungo discorso, che magari faremo un’altra volta. Infine è arrivato il tanto atteso 27 agosto, con il matrimonio di L e M; nonostante le pessime attese (alla fine con J ho dovuto litigarci, causa cravatta e altre inutilità, quindi non c’era un clima di serenità, ma l’ho pregato di comportarsi bene almeno per la festa), mi sono proprio divertita con le mie amiche dell’uni L. e D. Purtroppo non ho modo di stare con loro fuori dall’ambito universitario, viviamo lontane, ma ci siamo divertite tanto; e poi L. ha coronato il suo sogno…che emozione vederla in abito da sposa! Oltretutto con la sua situazione familiare, penso proprio sia stato un bel “diversivo” quello del matrimonio. Spero che siano felici.                Il 28 di agosto dunque, mi rendo conto che la pacchia è finita e devo darmi da fare, e il giorno dopo prendo seriamente in mano i libri, tanto odiati, di radiologia. La materia l’avevo già studiata, non ripetuta; quindi è stato una noia mortale, associata al terrore di non farcela, al pensiero dei mille modi in cui sarebbe potuta andar male, e all’incubo di doverlo ri-ri-ripreparare ancora! o_O                                                                                                                                                                                                                                                Ecco, così sono stata, proprio come la mia emoticon, con gli occhi “da fuori” per 9 giorni, fino a martedì scorso. Non ce la faccio più a sostenere questi ritmi. Nei giorni in cui preparo un esame devo pensare solo a quello, cercare di avere questo pensiero fisso, altrimenti la mia mente fugge via rapida…mi sembra di essere in un tunnel lungo, senza spiragli di luce alcuna, senza vie di uscita. Si, lo so, è solo un esame e so che può sembrare esagerato, ma in quei giorni non esiste nulla altro che quell’unico pensiero; mi concedo di staccare la spina nelle pause, dopo pranzo fino circa alle 16, e a cena tra le 20 e le 21, per un totale di 12 ore sui libri (di cui effettive molte, ma molte meno ahimè
). E in genere se sgarro da questi orari vado anche in paranoia, sensi di colpa a non finire, e via dicendo. E pensare che stavolta non ho nemmeno dato il massimo…la mattina non riuscivo a svegliarmi prima delle 9, il pomeriggio iniziavo tardi…insomma, la voglia era proprio poca, viste tutte le premesse di cui sopra. Ora che l’incubo numero 34 è finito, ho terrore di immergermi di nuovo nell’incubo35 e di ricominciare con la mia non-vita. Ogni volta mi ripeto “per il prossimo esame non devo ridurmi a questo, devo vivere normalmente”…ma poi puntualmente ci ricado. E’ come se fossi convinta che espiando questa condizione di non-vita gli esami debbano andare bene. Da martedì dunque sono in stato di semi-convalescenza, in attesa di convincermi a darmi da fare per il prossimo esame, e tentando di non dover arrivare all’ultima settimana a ridurmi male.

Spero che questa auto-analisi mi sia stata d’aiuto… e magari da domani mi darò da fare seriamente, e chissà, forse anche con un po’ più di calma.

Rieccomi qui. Provo a buttar fuori un po’ di rabbia. Altrimenti mi logora. Ci provo perchè ancora non so sentirmi del tutto libera  a scrivere qui. Ma mi ci abituerò. Almeno qui Adolfa (mia madre, è un soprannome e potete capire il perchè 😮 ) non ci sa arrivare. Al mio diario ahimè si.

Anche oggi una giornata no. Voglia di studiare zero. Voglia di impegnarmi zero. Di cosa ho voglia? Non saprei. Il sentimento più presente in me non è nemmeno la rabbia, ma una profonda insoffisfazione. Sono stanca. Di impegnarmi al massimo in tutto e avere in cambio cosa? Cosa ci ho guadagnato in questi anni a studiare, a cercare di stare accanto a mia madre quando ne aveva bisogno, ad evitare degli scontri con lei? a fare la brava figlia,  a piegare la testa e far finta di non sentire-non vedere-non soffrire per la sua superficialità e il suo ottuso bisogno di conformismo? Sto sempre qui alla fine, allo stesso identico punto iniziale. Libertà garantite zero. Solo doveri, obblighi e niente in cambio. Nemmeno il calore umano. L’unica persona che mi faceva aver voglia di stare in famiglia, di avercene una, oggi non c’è più. Mi ha lasciato il 17 maggio. -Mi hai lasciata sola nonny (la chiamavo così in maniera affettuosa), e ora sento tanto la tua mancanza. Mi facevi sentire amata…e non è poco. Ma ora non ci sei più.- Per ora basta parlare di lei. Passiamo a parlare di lui Jos,  il mio fidanzato da ben sette anni. Bene, mi sta facendo perdere davvero la pazienza. Forse non dovrei rispondergli al telefono, ma sono debole e fragile in questo momento, e non credo di riuscirci. Prima mi sono un po’ fatta sentire, lamentata della sua assenza. Doveva salvare il mondo lui…ah no, era solo un bar! Non poteva certo chiamarmi! Doveva fare lo zerbino per la sua amica… -.-  Stiamo esagerando. Io avevo bisogno di lui. E lui doveva proteggere lei da “loschi figuri”. Per fortuna lei si dichiara lesbica. Ma non è solo questo, non è solo gelosia. E’ che lui non doveva essere lì a quell’ora. Doveva fare altro, doveva studiare. Evidentemente non gli interessa del suo futuro, ma…perchè non pensa a noi?

Hello world!

Salve mondo!

Forse questo è il titolo migliore per questo primo post…anche perchè altrimenti resto qui altre due o tre ore a pensarci su. Ebbene si, l’ indecisione, è una delle mie caratteristiche fondamentali, ahimè, e una delle mie grandi nemiche.

Questo è il mio primo blog. Dopo tante incertezze e ripensamenti, mi sono finalmente convinta a crearne  uno. E ora eccomi qui…Da un po’ sentivo l’esigenza di avere uno spazio tutto mio, ripartire da zero (almeno nel mondo virtuale) e potermi esprimere senza troppo pensare alle conseguenze delle mie azioni.  Questo blog nasce dalla speranza di riuscire a liberarmi dai pensieri che non posso condividere con le persone che ho accanto.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          Al di fuori di questo spazio, nella vita di tutti i giorni, cerco di mostrarmi forte, di nascondere le mie debolezze, le mie fragilità… ma tutto questo mi sta facendo male.  Mi sono persa a furia di nascondermi. E ho un bisogno assoluto di ritrovarmi.

Mi sento un po’ stupida a scrivere queste cose ad un mondo di sconosciuti, e non sapermi (o volermi) esprimere nel mondo reale.  In ogni caso, devo provarci a uscir fuori da questo guscio, a dire la mia. Stavolta non mi tiro indietro.