Category: Emozioni


Sconfitta

E’ così che mi sento oggi. Vedere le mie amiche laurearsi con il massimo dei voti e riuscire solo a dirmi “io non avrò tutto questo. nè lodi, nè plausi, niente di niente”…è molto triste. Mi sento semplicemente sconfitta e umiliata su tutti i fronti nella mia avventura universitaria; nel non essere riuscita a socializzare con più di una decina di persone, nel non essere riuscita ad essere come loro, i vincenti. Mi sono fermata prima…quando ho visto che per raggiungere il mio obiettivo avrei dovuto fare qualcosa contro la mia morale. Anche cose di poco conto eh…essere falsa e gentile con la raccomandata di turno per carpirle informazioni utili all’esame, ad esempio. Avere rapporti di amicizia con persone che non stimo, solo per raggiungere più facilmente degli obiettivi. Dover fare le scarpe alle proprie amiche. No, non sono cose per me…per raggiungere i miei obiettivi non voglio mietere vittime.

Sarebbe stato molto più facile e intelligente comportarsi in quel modo. E invece no, ho visto tutto questo e mi sono detta: “sapete che c’è di nuovo? andate a quel paese, voi e questa università del cavolo”. Non voglio dover dire grazie a nessuno. Però fa male lo stesso pensare che nonostante tutte le mie fatiche per farcela da sola, non avrò alcuna ricompensa, nessuna lode, plauso o quant’altro. Avrò solo la mia coscienza a posto. E ora come ora, mi sembra troppo poco.

O forse sono solo una vigliacca? Forse mi sono solo nascosta dietro i miei moralismi?

 

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Di ritorno dalla trasferta bresciana mi ritrovo spraffatta dalla malinconia…
Nota malinconica n°1
In questi tre giorni ho avuto modo di stare molto tempo con il mio Joseph. E’ stato bello dormire al suo fianco (anche se eravamo in un monolocale, con la sua famiglia), risvegliarmi al suo fianco. E sono stati tenerissimi quei momenti in auto in cui mi si è addormentato sulla spalla e… cercava le mie mani con le sue.
Rientrata a casa, dopo averlo salutato, mi sono sentita…persa.
Nota malinconica n°2
Ripenso a questa tanto faticata laurea, a quanto poco lui ci credesse fino a pochi mesi fa…non può che rendermi orgogliosa di lui, e farmi sperare che come questo ostacolo ne potremmo affrontare altri nella vita. Ha fatto stampare una copia della sua tesi solo per me, con una dedica tutta per me. Non avevo il coraggio di leggerla in pubblico, temevo di commuovermi. So che quel ringraziamento è tanto semplice quanto sentito.
E oggi mi dice: “hai visto? ce l’hai fatta!” “a far cosa?” -domando io-… “a farmi laureare“, mi risponde.
So che per lui questi anni sono stati tanto duri, e una ferita rimarrà; è stato segnato dal dolore. E io continuavo a dirgli di provarci e di credere in se stesso. Che ne sarà delle speranze che gli ho dato, se non riuscirà a fare nulla della sua laurea? tante piccole umiliazioni che ti segnano, la sofferenza di vedere che tutti gli altri vanno avanti mentre tu rimani lì, ritrovarsi escluso da quel mondo, ad arrancare, continuamente. So che non è stato facile, e anche la mattina in cui attendevamo la sua discussione, soffrivo un po’ con lui, per lui, per quello che ha vissuto.
Ultima nota malinconica, n°3
Mia nonna… gli avrebbe fatto una festa! Quanto sarebbe stata contenta per lui! E poi ripenso al loro bellissimo rapporto, a quell’ultima sera in cui Joseph le disse, mentre sollevava un corpo ormai troppo debole,”nonna, abbracciatemi“. E non posso trattenere le lacrime…

Joseph, quanto sei importante per me forse non lo immagini neanche. Io me ne accorgo sempre più…voglio averti al mio fianco nella vita!

Mi rivolgo a te, mia cara cugina acquisita. Prima questa definizione te la davo per scherzo, noi che eravamo amiche ancor prima di essere cugine. Adesso è tutto cambiato, e sei davvero diventata solo una cugina, acquisita, e che manco mi sopporta tanto. Mi dispiace che tu mi abbia allontanata, così. Quali colpe ho ai tuoi occhi? Essere figlia di mia madre è una colpa per te?

Vorrei tanto sapere il perchè di tutto ciò.

Da quando è nata mia nipote (R), io sono stata sempre più allontanata; quest’estate ho passato dei bei momenti  al mare anche con R  e con la madre (Aida)…speravo di aver recuperato un po’ i rapporti…invece era tutta una illusione, nulla di più. Purtroppo quanto accaduto in questi giorni cambierà molto le cose…Mi spiego.                              
L’altro giorno era il compleanno di R. Sono andata a comprarle un regalo, sperando di andare poi a trovarla a casa sua e di conoscerci un po’ di più. Ma poi una zia mi fa sapere che in realtà non c’è nessuna festa (a questo punto non so se era una palla, perchè  magari semplicemente Aida non mi voleva). Nel pomeriggio ho chiamato Aida a casa per fare gli auguri anche a lei; è stata frettolosa, mi ha liquidata in pochi secondi! Per fortuna mio cugino in mattinata era venuto a farmi visita con R…le ho fatto gli auguri da vicino, almeno. La goccia che ha fatto traboccare il vaso però è stata questa:  per caso, noto che una nostra comune amica su facebook ha pubblicato delle foto scattate questa estate, con tra gli altri R. Non le ho viste, ma notato che Aida mi ha nuovamente rimossa dalle sue amicizie.  Non che le amicizie su facebook siano significative, ma in questo caso poteva essere un modo di rimanere in contatto. Invece il segnale è proprio: “non ti voglio nella mia vita, in quella della mia famiglia e di mia figlia”. E’ tagliare tutti i ponti con me. E perchè gli estranei possono stare con R e io no??? T.T

Ok. Ci sono stata male per due giorni.

E pensare alle estati in cui lei mi chiamava a qualsiasi ora per chiedermi se mio cugino fosse fedele. E pensare a quante belle parole mi ha detto. Ma sono rimaste solo parole.

Cara cugina, mi dispiace, davvero. Tutto questo mi porta a capire che non sai distinguere le persone che ti vogliono bene davvero, e quelle che ti fanno davanti una bella faccia e appena ti giri te ne dicono di tutti i colori, e anche di più. Se non è successo credimi, accadrà; non metteranno mai al primo posto te, salvaguarderanno sempre prima i loro interessi. La conosco la mia famiglia. Ma d’altronde vedo che ti sei ambientata non bene, benissimo. Sei diventata come loro, forse peggio. Io non voglio vendetta. Vorrei solo che capissi quanto sei in errore, e che è spregevole allontanare tua figlia da me e dai suoi zii. E’ davvero deludente il tuo modo di fare. E poi quante inutili moine quando ci vediamo, quelle rare volte! Perchè mai dovrei crederti quando mi dici che io sono sempre bene accetta a casa tua? Mi hai fatto del male. E’ questo che vuoi insegnare a tua figlia? Che le persone quando servono si cercano, altrimenti possono liberamente andare a farsi fottere? E pensare che insieme “criticavamo” il comportamento di mio cugino. Ma almeno lui è sincero e chiaro: ha un obiettivo, cerca di raggiungerlo. Ma lui, a differenza tua, con i fatti, mi dimostra che c’è e mi vuole bene.  Tu fai solo mille giri di parole, conditi di tanta falsità, e alla fine non te ne frega degli altri; e oltretutto lo fai alle spalle, il che è peggio. Sei diventata una brutta persona; spero che tua figlia non prenda da te. No, non è da me dire certe cose; o forse a questo punto…si.

E poi mi venite a chiedere perchè odio tanto le parole.

Il pollice verde

Non ce l’ho mai avuto. Ma stasera qulle rose fino a pochi giorni fa bellissime, mi chiedevano aiuto! Erano tutte lì depresse, sul punto di suicidarsi! L’acqua forse non era mai stata cambiata da quando sono arrivate in quella casa, tanto da essere davvero maleodorante…Ho ascoltato quell'”urlo disperato”, di bellezza infranta. Sono andata fuori al terrazzo,e armata di tanta pazienza, ho eliminato con dolore i fiori ormai macerati e cercato di salvare il salvabile degli altri, sperando di ridar vita a una immagine tanto bella, quanto fragile e indifesa.
Poi mi son fermata a pensare. L’ultima volta che ho sistemato dei fiori l’ho fatto su richiesta della mia dolce nonna. Lei non riusciva a stare più in piedi, e mi chiese di recidere la parte più bassa dei fiori, indicandomi le forbici. Io mi misi nel suo salotto a cercare di eseguire al meglio quella richiesta. Bagnai un po’ il tavolo, quello buono. Cercai di minimizzare i danni. Era una domenica mattina. E poi non ricordo null’altro.
Ho pensato che anche se lei non c’è più, stasera un qualcosa di lei era con noi, e riviveva attraverso di me, in quel gesto, nella cura dei fiori. Lei non li avrebbe mai lasciati morire così. E io ho cercato di ascoltarla, anche se non è facile farlo,con questa lontananza forzata.