Dopo essere rimasta orfana di Lost ho evitatato altre serie di quel tipo; l’ho amata tanto, sia chiaro, ma per ora basta, è ora di comedies! Mi sono data dunque a serie comiche, le più idiote, ma anche stravaganti che ho trovato in giro, con il solo obiettivo di svagarmi. Quindi in questi mesi  mi conservo per i momenti più tristi la visione di The big bang theory (TBBT per abbreviare) , ho “divorato” la seconda stagione di Psychoville; poi ho provato con gli anime, Nana in particolare, ma non mi è piaciuto granchè. E alla fine ho trovato Wilfred! Che ci fa Elijah Wood in una serie tv (bellissimo la locandina” con il nostro cagnolone umanizzato Wilfred che lecca la guancia dello stralunato Elijah, con i suoi occhioni sconvolti  *_* )? Di che si tratterà mai? Ho pensato “E’ una cosa nuova, è una cosa “leggera”…allora si può fare!”

In pochi giorni ho finito di guardare la prima stagione, e mi ritrovo in attesa della seconda! Chi sarà mai Wilfred? E soprattutto, chi sarà mai Ryan? Non posso credere che sia stato proprio lui a compiere tutte le marachelle che nel corso delle puntate abbiamo attribuito a Wilfred! Che ne sarebbe del povero, indifeso Ryan? Mah! Lo scopriremo nella prossima stagione…ma chissà quando sarà!!!

Nel frattempo parliamo della prima.
Ogni puntata parte con una citazione filosofica, che sarà il tema della puntata. Nel pilot il nostro eroe (?) sta pensando di farla finita…ma qualcosa va storto, e al mattino, dopo non essere riuscito a chiudere occhio, si ritrova nei guai, con un colloquio di lavoro che lo aspetta e la testa che gli scoppia…Ed ecco allora che arriva Wilfred, il cagnolino della sua carinissima vicina, ma…come mai ha fattezze umane? come mai il nostro può parlargli?

Nel corso delle puntate il dolce cucciolo (per gli altri) Wilfred guida Ryan a (ri)scoprire la vita, lo mette alla prova, gli fa fare cose che non farebbe mai, lo disinibisce; e Ryan si ritrova ad ammettere che la vita che fa non è quella che si è scelto, è quella che gli altri vogliono per lui. Scopriamo poi che dietro questo atteggiamento remissivo ci sono dei problemi familiari niente male: la madre assente forzata dalla sua vita, pericolosa  in quanto “troppo diversa” e quindi rinchiusa in un manicomio da un padre che non ci viene mostrato, ma che immaginiamo come un uomo duro, rigido, che ha imposto il suo modo di fare ai figli. Il nostro acuto Wilfred (che talvolta funge da diavolo tentatore, talvolta da fine psicanalista) domanderà infatti a Ryan perchè abbia tanta paura di entrare in contatto con la madre…forse ha paura di essere come lei? forse teme di essere abbandonato anche lui perchè diverso? Sul finire della stagione, dopo l’ importante incontro con la mamma, con Bruce, che lo mette in guardia dal seguire i consigli del cagnuomo,e dopo un amore che avrebbe potuto trascinarlo un po’ via dai suoi mille problemi, ancora una volta Wilfred riesce ad ancorare Ryan a sè e alla sua Jenna. E nella season finale ritroviamo il nostro protagonista  come mai l’abbiamo visto, estremamente determinato, che non ascolta più nessuno, che non vuole il bene di nessuno tranne che il suo…ma i suoi piani gli si ritorcono contro, in un finale con più casini di quanti ce ne potevamo immaginare, e dunque con mille domande ancora in sospeso. Riuscirà Ryan a rientrare in contatto con Wilfred? cosa c’era scritto nel testamento, se ce n’è mai stato uno? e Jenna?

Nel frattempo non posso far altro che consigliarne la visione a chi abbia voglia di qualcosa di nuovo, irriverente, ma non stupido e fine a se stesso; sotto sotto c’è  di più, c’è un viaggio alla ricerca del sè.

Voto: 8

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