Non ce l’ho mai avuto. Ma stasera qulle rose fino a pochi giorni fa bellissime, mi chiedevano aiuto! Erano tutte lì depresse, sul punto di suicidarsi! L’acqua forse non era mai stata cambiata da quando sono arrivate in quella casa, tanto da essere davvero maleodorante…Ho ascoltato quell'”urlo disperato”, di bellezza infranta. Sono andata fuori al terrazzo,e armata di tanta pazienza, ho eliminato con dolore i fiori ormai macerati e cercato di salvare il salvabile degli altri, sperando di ridar vita a una immagine tanto bella, quanto fragile e indifesa.
Poi mi son fermata a pensare. L’ultima volta che ho sistemato dei fiori l’ho fatto su richiesta della mia dolce nonna. Lei non riusciva a stare più in piedi, e mi chiese di recidere la parte più bassa dei fiori, indicandomi le forbici. Io mi misi nel suo salotto a cercare di eseguire al meglio quella richiesta. Bagnai un po’ il tavolo, quello buono. Cercai di minimizzare i danni. Era una domenica mattina. E poi non ricordo null’altro.
Ho pensato che anche se lei non c’è più, stasera un qualcosa di lei era con noi, e riviveva attraverso di me, in quel gesto, nella cura dei fiori. Lei non li avrebbe mai lasciati morire così. E io ho cercato di ascoltarla, anche se non è facile farlo,con questa lontananza forzata.

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